Coppetta mestruale

come soluzione per l’incontinenza urinaria

Voglio condividere con tutte le donne affette da incontinenza urinaria la geniale idea che ho avuto: l’utilizzo della coppetta mestruale per stabilizzare l’uretra e bloccare l’incontinenza.

La coppetta mestruale è un dispositivo endovaginale ideato per raccogliere il flusso mestruale, una delle migliori alternative agli assorbenti usa e getta.  Io, invece, ho sperimentato la coppetta e ne ho valutato l’efficacia, l’adeguatezza e la validità per stabilizzare l’uretra e arrestare l’incontinenza da cui sono affetta dopo l’intervento di cistectomia radicale ortotopica.

Perché vi voglio parlare della coppetta mestruale? perché mi ha cambiato la vita.

Se ti interessa la mia storia continua a leggere ……..

Come vi ho già detto, dopo l’intervento di cistectomia radicale con ricostruzione di neovescica ortotopica sono tornata alla vita. E’ stato debellato il cancro, il dolore e di questo non potrò mai ringraziare abbastanza il chirurgo che si è preso cura di me e che mi ha operato. Di contro però qualcosa è andato storto, perché mi sono ritrovata con un’ incontinenza severa dovuta a un problema funzionale con un’uretra mobile e, anche con la rieducazione del piano pelvico, non posso arrivare alla continenza. Sono stata operata il 5/8/2016, durante il periodo della degenza avevo il catetere vescicale che mi è stato tolto prima della dimissione il 20/8/2016. Da allora ho fatto uso di mutandine assorbenti e di assorbenti, utilizzandone mediamente 1-2 ogni ora; pensate al disagio, ai quantitativi giornalieri di assorbenti e alla spesa che ho dovuto sostenere.

Mi rivolgo a chi è interessata ad affrontare il problema dell’incontinenza.

Non è che l’uso corretto della coppetta sia immediato e possa funzionare per tutte, non voglio creare inutili speranze ma, vi chiedo, perché non provare? Come vi ho detto, a me ha cambiato la vita anche se tutti i giorni tengo le dita incrociate, sperando di riuscire a continuare così.

Quello che secondo me è importante sapere e fare prima di incominciare ad utilizzare la coppetta è quello di provate a pensare:

  • ho un problema: incontinenza severa in seguito ad intervento di neovescica ortotopica
  • quali sono le possibili soluzioni nel mio caso: nessuna

come affrontare la situazione:

  • utilizzare mutandine assorbenti e assorbenti
  • oppure affrontare un intervento invalidante come una deviazione esterna.

Cosa è secondo me fondamentale prima di poter utilizzare la coppetta:

  • essere autosufficienti e in grado di gestirsi
  • andare da una professionista del piano pelvico (nel mio caso: colloquio per inquadrare il problema, visita ginecologica per valutare il trofismo del piano pelvico e per capire se ero a conoscenza del metodo corretto per muovere i muscoli pelvici)
  • ciclo di fisioterapia – di solito di circa 3 mesi (12-15 incontri),
  • risultato nel mio caso: vagina tonica, morbida ed elastica finalizzata a permettermi di mantenere in sede la coppetta
  • esercizi di mantenimento (gli esercizi li sto continuando a casa utilizzando una sfera contenente un pesetto che la mia terapista mi ha consigliato per mantenere tonici i muscoli pelvici).  Questo esercizio lo svolgo quasi tutte le mattine, tolgo la coppetta, inserisco la pallina, metto l’assorbente perché questo ausilio non mi contiene l’urina, perché va inserito più profondamente in vagina. Faccio una camminata veloce di 45’, dopo di che lo tolgo e rimetto la coppetta.
  • la coppetta, quando si inserisce in vagina, si apre e fa una specie di vuoto che sigilla
  • come vi ho già detto vado in bagno ogni due ore e mezza o tre, comunque, io lo sento quando è ora, perché il mio corpo mi manda dei messaggi (sensazione impellente di urinare)
  • la coppetta la introduco a tulipano, e per toglierla non tiro il gambo che ho in parte tagliato perché mi dava fastidio, ma inserisco il dito indice in vagina per togliere il vuoto e la sfilo
  • per l’acquisto, devo dire che sono stata fortunata, perché me l’ha ordinata la mia terapista e, la coppetta è stata perfetta da subito come misura, forma e morbidezza
  • come per tutte le cose, per acquisire una certa manualità ci vuole un po’ di tempo e di pazienza ma non bisogna scoraggiarsi perché il risultato è talmente grande che ne vale proprio la pena
  • Tolgo la coppetta 2 volte al giorno, al mattino quando faccio gli esercizi con la pallina e alla sera, questo per verificare di non avere un residuo di urina post-minzionale e per lavarla con sapone neutro e sciacquarla prima di rimetterla. Ogni tanto la sterilizzo.

APPROFONDIMENTO

Ora cerco di spiegare meglio come la coppetta può risolvere il problema dell’incontinenza e come deve essere usata.

  • L’uretra femminile

E’ un condotto cilindrico della lunghezza di 3-4 cm che inizia dalla vescica urinaria, attraversa il pavimento pelvico e termina nella parte anteriore del vestibolo della vagina. Può essere suddivisa in una porzione superiore più lunga (parte pelvica) e in una inferiore più breve (parte perineale). Posteriormente l’uretra è in rapporto in tutta la sua lunghezza con la parete anteriore della vagina, alla quale nei due terzi inferiori aderisce intimamente.

  • La vagina

E’ un organo cavo, inizia all’altezza della vulva e delle piccole labbra, e termina all’altezza del collo dell’utero. In media è lunga 8 cm, è più stretta verso la vulva e si allarga verso il fondo.  La vagina è la parte interna dell’apparato genitale femminile, è costituita da un canale fibromuscolare molto elastico che serve da supporto al collo dell’utero e all’uretra.

  • La coppetta mestruale

Caratteristiche

Materiale: le coppetta mestruali più utilizzate sono di silicone medicale oppure di TPE (elastomero termoplastico). Entrambi i materiali sono sicuri, ipoallergenici, senza BPA (bisfenolo), senza ftalati, non sbiancati, non provocano allergie, resistono alle alte temperature, sono morbidi e flessibili. La coppetta mestruale fino ad oggi non ha provocato nessun caso riconosciuto di TSS (Sindrome da Shock Tossico)

Taglie e misure delle coppette-mestruali: esistono diverse taglie e/o misure a seconda delle case produttrici e dei modelli. In genere ci sono due taglie: taglia S o 1, taglia L o 2, ma si trovano anche di taglia media M o grandi XL.  Quella che utilizzo io è un taglia M (diametro esterno 44 mm, altezza 45 mm, consigliata dalla mia terapista); è in silicone platinico, certificato come silicone di grado medicale. Le particelle di platino contenute al suo interno ne limitano l’ingiallimento. Se trattata con cura dura dai 5 ai 10 anni, non assorbe la lubrificazione naturale della vagina; può essere utilizzata di giorno, di notte, in viaggio e durante le attività sportive (nuoto, corsa ecc). 

La scelta della coppetta mestruale non si basa soltanto sulle dimensioni, ma l’altro elemento da considerare è la flessibilità, alcune infatti sono più morbide, altre più rigide.

Un’altra variabile fondamentale per poter indossare una coppetta mestruale riguardano: le condizioni fisiche della donna (che sia in grado di autogestirsi) e la tonicità del piano pelvico.    

L’uso della coppetta mestruale, come tutte le cose nuove, non è immediato, per cui all’inizio ci vuole un po’ di pazienza, calma, costanza, gradualità e pratica; l’importante è non scoraggiarsi alle prime difficoltà, ma prendere confidenza sia col proprio corpo che con la coppetta. Vedrete che poi verrete ripagate in quanto, una volta imparato il metodo, il risultato è talmente grande che non ne potrete più fare a meno e sarete finalmente libere dagli assorbenti e da tutti i disagi fisici e psicologici ad essi legati.   La presenza della coppetta non si nota all’esterno, e non crea nessun fastidio a chi la indossa.

Con la coppetta si evitano arrossamenti, irritazioni che si possono presentare a causa del contatto delle parti intime con gli assorbenti, nel caso di incontinenza la pelle non rimane a contatto con l’urina e nelle donne mestruate, la pelle non rimane a contatto con il sangue.    Il punto più critico per chi inizia ad utilizzarla, come per tutte le cose nuove, è imparare a come inserirla in vagina, trovare la giusta angolazione, la giusta posizione, regolare la lunghezza del gambo, imparare a capire se la coppetta è stata posizionata nel modo corretto e come toglierla.

Come utilizzarla

  • Posizioni consigliate

leggermente accovacciata (come quando inserisci un assorbente interno) oppure in piedi divaricando un po’ le gambe, in piedi con una gamba appoggiata al wc, sedute sul bidet. Io, essendo incontinente, la applico seduta sul bidet.

  • Preparazione

il punto più critico per chi inizia ad utilizzarla consiste nell’inserirla in vagina e nel toglierla. Per aiutarsi nell’inserimento le prime volte si può utilizzare un lubrificante a base di acqua, in seguito è sufficiente bagnarla.

Essendo fatta a campana per introdurla ci sono diversi metodi: piegare il bordo a C, a Cerchio, a Esse e a Tulipano; quest’ultima modalità dopo varie prove è quella che ho adottato perché la coppetta assume un diametro più piccolo. Ciascuno, dopo aver provato diverse volte, adotterà il metodo che riterrà più opportuno.

  • Come inserirla

con le dita si allargano le grandi labbra, si piega la coppetta con la mano destra si piega il bordo e si inserisce accompagnandola col dito indice spingendola delicatamente affinché tutta la coppetta sia all’interno della vagina, ma non tutto lo stelo che in parte va tagliato, perché l’obiettivo nel caso di incontinenza è quello di stabilizzare l’uretra, per cui al tatto si deve sentire il gambo residuo. Le donne invece che utilizzano la coppetta per raccogliere il flusso mestruale devono inserirla più in alto, a circa una falange o più di distanza dall’ingresso. In tutti i casi né il gambo, né la coppetta devono dare sensazione di fastidio.

Se la coppetta è inserita bene, si apre e crea un vuoto che assomiglia a un risucchio che sigilla. Se pensiamo che questo non sia avvenuto, possiamo:

  • passare un dito intorno alla coppetta per verificare che sia completamente aperta
  • premere la base della coppetta e farle fare un giro completo
  • contrarre i muscoli vaginali in modo da “bloccarla”

 

  • Come funziona

una volta inserita, la coppetta si apre e si posiziona nella parte inferiore della vagina, dove viene bloccata dai muscoli vaginali, per questo è molto importante la tonicità nei muscoli.

  • Come toglierla

in posizione leggermente accovacciata sul water o sul bidet, esercitare una leggera spinta con la muscolatura vaginale, inserire il dito indice a un lato della coppetta per togliere il vuoto ed estrarla. Attenzione, niente panico, la coppetta non si perde nella vagina!!!!

  • Come pulirla e/o disinfettarla

ricorda che la vagina non è sterile, ha un pH acido che ha il compito di proteggerne la mucosa. La coppetta va lavata con acqua e sapone neutro, oppure se si è fuori casa portare con sé una bottiglietta di acqua per sciacquarla. Per una normale igiene della coppetta, in assenza di un’infezione vaginale è sufficiente lavarla con un detergente delicato e sciacquarla. Ogni tanto se vuoi disinfettarla si può bollire in acqua per 5-6 minuti, oppure si possono utilizzare pastiglie disinfettanti tipo Milton, che garantiscono un’ efficacia antibatterica dopo 15 minuti. Importante se si utilizzano per la disinfezione dei prodotti chimici, prima di usarla sciacquarla bene per non alterare la flora vaginale

Se sei allergica al silicone medicale, in caso di problemi ginecologici, presenza di infezioni prima di impiegare la coppetta vaginale è bene chiedere al proprio ginecologo.

Questo meraviglioso ausilio nato per raccogliere il sangue delle mestruazioni, a me funge da stabilizzatore dell’uretra, diventando così continente.

Una risposta a “Coppetta mestruale”

  1. Grazie Anna per le informazioni. Sono utili perche’ , come tu sai ,anch’io ho un po ‘di problemi.vedremo….ciao

I commenti sono chiusi